Il Capodanno in Giappone è la festività più sentita e più attesa di tutto l’anno, in cui emergono le più vive usanze tradizionali perché in questo periodo si ringraziavano i kami (神) che proteggevano i raccolti (in particolare Toshigami (年神), letteralmente il “Dio dell’anno”) e si dava il benvenuto agli spiriti degli antenati che proteggevano le famiglie. Per fare questo allora come oggi si decorano con rami di pino e bambù, detti kadomatsu (門松), entrambi i lati dell’ingresso delle case, abbinandoli con decorazioni di fili di paglia, dette shime-kazari (注連飾) e proprio per questo motivo i primi sette giorni del mese di gennaio sono tutt’ora chiamati matsu no uchi (松の内), ovvero “periodo con decorazioni di rami di pino”. La vigilia di Capodanno, il 31 dicembre, prende il nome di Ōmisoka (大晦日). L’ultimo giorno di ogni mese del calendario lunisolare giapponese era storicamente chiamato misoka (晦日). In origine, miso era scritto come 三十, che indicava il 30° giorno, sebbene misoka a vol...
Cose che scrivo quando ho voglia, se ne ho voglia... un blog giustamente poco seguito.