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Visualizzazione dei post da aprile, 2014

Giappone 2014 #10: Kyōto

Ultimo giorno pieno da dedicare alla scoperta di Kyōto, ma non mi perdo certo d’animo in quanto le cose in programma anche oggi sono davvero tante per cui, dopo una buona colazione, usciamo presto di casa in direzione Tempio Ninna-ji (仁和寺). Tempio principale della scuola Omuro della setta buddista Shingon (真言, dal cinese “ Vera Parola ”), fu fondato nell’888 dall’imperatore Uda (宇多天皇, Uda Tennō ) in onore della dea buddhista Avalokiteshvara (観音, Kan'non ). Per molti secoli un membro della famiglia imperiale servì come capo sacerdote e per questo il tempio era anche conosciuto come Palazzo Imperiale di Omuro (御室御所, Omuro-gosho ). A causa delle numerose guerre e incendi che devastarono Kyōto nel corso della sua storia, nessuno degli edifici risalenti alla fondazione sopravvive. Gli edifici ad oggi più antichi risalgono all’inizio del periodo Edo, tra cui la sala principale (金堂, Kondō ), la Sala Kannon (観音堂, Kannondō ), la porta anteriore Niōmon (仁王門, letteralmente “ Cancello Niō”),

Giappone 2014 #8: Kyōto

Che questa vacanza fosse nata sotto una buona stella lo avevo già intuito, ma le sorprese non erano certo finite, anzi. Questo mercoledì in programma ci sarebbe stata una visita davvero speciale, per cui armati di buona pazienza, di buon mattino ci siamo messi in coda in attesa che aprissero le porte del Palazzo Imperiale di Sentō (仙洞御所, Sentō Gosho ). Come il Palazzo Imperiale di Kyōto (京都御所, Kyōto-gosho ), il Palazzo Imperiale Sentō si trova all’interno del vasto parco conosciuto come Kyōto-gyoen (京都御苑), nel cuore della città, tra il fiume Kamo e il Monte Hiei. Completato nel 1630 per il pensionamento dell’imperatore Go-Mizunoo (後水尾天皇, Go-Mizunoo-tennō ), insieme al corrispondente Palazzo Ōmiya di Kyōto (京都大宮御所, Kyōto Ōmiya-gosho) destinato alle imperatrici, è stato da sempre utilizzato come residenza per gli imperatori in pensione. La visita al Sentō Gosho, anche conosciuto come “Gosho di primavera”, inizia entrando tramite un maestoso cancello di legno all’interno del muro di ter

Giappone 2014 #7: Kōbe

Oggi la sveglia suona presto perché, dopo diversi giorni in giro per Kyōto, abbiamo in programma una gita fuori porta. Per cui, traboccanti di entusiasmo e con la pancia piena, ci siamo diretti in stazione per prendere il treno che ci avrebbe portati a Kōbe (神戸市, Kōbe-shi ). Storica città portuale del Kansai situata nella prefettura di Hyōgo (兵庫県, Hyōgo-ken ), Kōbe si estende sul pendio meridionale del Monte Rokkō (六甲山), nella zona occidentale della baia di Ōsaka. Nel 1180, quando l’Imperatore Antoku (安徳天皇, Antoku-Tennō ) si trasferì a Fukuhara-kyō (福原京), nell’odierno quartiere cittadino Hyōgo-ku (兵庫区), la città divenne per circa sei mesi la capitale del Giappone. Insieme a Kyōto e Ōsaka, costituisce l’agglomerato di tre città chiamato Keihanshin (京阪神), il più grande del Giappone dopo l’area metropolitana di Tōkyō. Essendo stata distrutta quasi per intero durante la II Guerra Mondiale, Kōbe è una città moderna e, affacciandosi sul mare, è considerata un posto piacevole in cui vivere,

Giappone 2014 #6: Kyōto

Non serve certo la sveglia per alzarsi oggi. Apro gli occhi e sono già tutto pimpante e fremo per la partenza, in quanto la meta per la giornata odierna è una delle foto più gettonate nelle cartoline che ritraggono il Giappone e che purtroppo nel mio precedente viaggio non avevo avuto modo di vedere. L’euforia galoppa e costringo Giovanni a finire in fretta la sua colazione visto che non c’è tempo da perdere: le nostre biciclette ci aspettano e dobbiamo partire subito! Lungo il percorso non posso esimermi dallo scattare qualche (sì dai, diciamo qualche) foto al panorama, dove lo sfondo degli alberi di ciliegio in fiore lungo il fiume rendono magico qualsiasi soggetto in primo piano. Ma poi Giovanni mi richiama all’ordine, c’è ancora un po’ si strada e dobbiamo incontrare ancora Tsucchi-kun, che dopo l’uscita a Ōsaka ha accettato di buon gusto di unirsi a noi anche in questa giornata. Non ci vuole molto e arriviamo finalmente alla nostra meta, il Fushimi Inari Taisha (伏見稲荷大社), uno dei

Giappone 2014 #5: Kyōto

Oramai la sveglia non serve più, alzarsi sentendo i suoni fuori dalla finestra è diventata una cosa famigliare e quindi mi preparo in fretta perché una nuova giornata per le vie di Kyōto mi sta aspettando. Usciamo e, anche se il cielo non promette nulla di buono, ci incamminiamo verso il Tempio Tō-ji (東寺), letteralmente “ tempio orientale ” o “ tempio a est ” in virtù della sua posizione. È infatti stato costruito sul lato est dell’entrata principale della città in opposizione al suo tempio gemello, il Tempio Sai-ji (西寺, che significa, appunto, “ tempio occidentale ” o “ tempio a oves t”), che purtroppo oggi non esiste più, quali templi a guardia dell’antica capitale. Fondato nel 796, all’inizio del periodo Heian, a soli due anni da quando la capitale del Giappone fu spostata a Kyōto, il Tō-ji o Kyō-ō-gokoku-ji (教王護国寺, il Tempio per la difesa della Nazione per mezzo del Re delle Dottrine ) rappresenta una testimonianza tangibile e duratura della ricca eredità artistica e religiosa del

Giappone 2014 #4: Kyōto

Obiettivo di questa nuova giornata era la zona occidentale di Kyōto. Dopo una bella colazione siamo partiti alla volta del Tempio Honpō-ji (本法寺), un tempio della setta Nichiren, la cui visita è particolarmente consigliata nella stagione dei sakura, dato che il suo giardino offre un posto tranquillo per godersi la fioritura dei ciliegi senza le solite folle di turisti. Honpō-ji ospita anche le opere del famoso artista giapponese del XVI secolo Hasegawa Tōhaku (長谷川 等伯), la più famosa delle quali è il suo dipinto su rotolo del Nehan-zu (ovvero “ la morte del Buddha Shakyamuni ”), alto ben 10 metri. Ovviamente di tutto questo non ho visto nulla, preso com’ero dal fotografare e ammirare i ciliegi in fiori tutto intorno a me. Ci siamo poi diretti verso la Tomba di Murasaki Shikibu (紫式部), scrittrice e poetessa giapponese alla corte imperiale giapponese durante l’epoca Heian (794-1185), conosciuta principalmente per il romanzo Genji Monogatari (源氏物語, letteralmente “ Il racconto di Genji ”).

Giappone 2014 #3: Ōsaka

Per questo terzo giorno di vacanza la sveglia suonava presto. Dovevamo infatti prendere un treno locale per dirigerci a Ōsaka (大阪市 Ōsaka-shi , letteralmente “grande pendio”), dove avremmo trovato Tsutomu, un altro amico di Giovanni. Ufficialmente, Ōsaka è la terza città del Giappone. Ma essendo Tōkyō e Yokohama talmente vicine da formare un’unica megalopoli, molta gente la considera la seconda città del Paese. La sua posizione, su un’ampia baia, le permise di diventare un grande porto sotto il regno dell’Imperatore Nintoku, così che vanta il ruolo di primario centro dei commerci sin dal IV secolo. Mentre le fortune dei samurai iniziarono a distinguersi a partire dalla fine del XVII secolo, i mercanti divennero sempre più ricchi e potenti, soprattutto a Ōsaka. Quando la città diventò il fulcro del commercio e dell’industria, diede origine ad alcune delle principali imprese odierne giapponesi, tra le quali Daiwa, Marubeni e Sumitomo. Sotto il patrocinio dei principi mercanti, Ōsaka fior