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Via Ferrata "Roda di Vaèl e Masarè"

La stagione è oramai quasi al termine, ma prima di pulire e mettere via le attrezzature visto il bel tempo del fine settimana (e un po’ anche perché ci era rimasta la “fame di montagna” dall’ultima uscita) ci siamo alzati presto e siamo partiti alla volta dell’abitato di Carezza, e poi ai 1.758 metri del vicino Passo di Costalunga. Parcheggiata la macchina, per risparmiarci un po’ di fatica, abbiamo preso l’impianto di risalita che ci ha portato ai 2.125 metri del Rifugio Paolina, punto di appoggio per la nostra escursione alle cime del Catinaccio lungo la Ferrata Roda di Vaèl e Masarè . Il tempo di percorrenza totale dell’escursione è di circa 6-7 ore, ma molto dipende dalla gambe, dalla mole di persone che si trovano durante il percorso assai frequentato anche fuori stagione, nonché (ahimè) dagli alpinisti che eseguono le due ferrate in senso inverso. L’aria un po’ frizzante di metà settembre e il cielo terso ci hanno regalato splendide foto del gruppo del Latemar: ma non c’e...

Sentiero attrezzato "Alta Via Bepi Zac" (ma al rovescio)

Anche quest’anno avevamo programmato la ferrata principe della stagione e quindi, un po’ perché incuriositi dalla valenza storica del giro, un po’ perché sviluppata su un vetta che non avevamo mai percorso, la nostra scelta è caduta sull’ Alta Via Bepi Zac , nota anche come Sentiero Attrezzato Bepi Zac , sulla cresta di Costabella. Il suo percorso, così come pensato dai volontari del Soccorso Alpino di Moena, inizia al Passo delle Selle (2.529 metri), sale verso il piccolo Lastei (2.713 metri) e percorre in quota la catena del Costabella (2.579 metri), forcella Ciadin, Cima Vallate (2.832 metri), punta Ciadin (2.919 metri) per chiudersi con l’ascesa a Cima Uomo (3.003 metri). Non sapevamo però ancora cosa ci avrebbe riservato la giornata: quella piccola deviazione che a discapito delle nostre perplessità ci avrebbe comunque regalato davvero forti emozioni. Sentiero vario ed assai interessante soprattutto per le innumerevoli opere che le truppe alpine austro-ungariche ed italian...

Trekking al Rifugio Barana Gaetano al Telegrafo

Come ben descritto in “Itinerari del Monte Baldo Settentrionale”, a forza di celebrare le località turistiche legate a gruppi montuosi di fama internazionale, quali le Dolomiti, ci scordiamo dei tesori, piccoli ma preziosi, che stanno vicino a noi. Tanto è vero che può capitare che l’escursionista locale rimanga stupito dall’altrui sapere e dalla propria disattenzione. Il proverbio secondo il quale l’erba del vicino è sempre più verde, si può adattare anche al Monte Baldo . Il fine settimana scorso, quindi, vista la bella giornata ho colto al volo la proposta di un mio amico e siamo partiti alla volta del Baldo, che a ragion veduta è davvero proprio come a una donna di una bellezza composta, le cui doti si possono conoscere solo frequentandola. Benché l’uscita costringa a camminare per circa 5 ore (soste escluse) lungo un dislivello massimo di 867 metri, visto che da Verona alle pendici del monte la strada non è tanta, confesso che ce la siamo presa un po’ comoda, e dopo la colaz...